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Archive for the ‘Voip:Clients’ Category

Fastidiose chiamate VoIP notturne: chi è?

Molti clienti si lamentano del fatto che spesso ricevono chiamate, anche di notte, sui loro apparati VoIP, con numero chiamante assurdo. A volte sono anonime, a volte il numero è esageratamente lungo, a volte è troppo corto (es. 100), a volte si riceve solo un indirizzo IP. Chi risponde o non sente niente, o il fischio di fax o messaggi incomprensibili.

Più o meno la domanda che mi giunge è sempre la stessa: “Ma chi è? Chi osa disturbare il mio sonno? Voi gestori delle centrali VoIP dovete assolutamente dirmelo!

Per rispondere alla domanda dobbiamo fare un passo indietro e parlare del protocollo SIP, il più usato ormai negli apparati VoIP. Il SIP è un protocollo peer-to-peer, punto-punto. Teoricamente non ho bisogno di nessuna centrale per fare telefonate in SIP. Due telefoni SIP possono parlare tra loro semplicemente indicando ad uno dei due l’indirizzo IP e la porta d’ascolto dell’altro. Questa peculiarità del protocollo è sfruttata da manigoldi diffusi per tutto il globo per infastidire i poveri utenti. Come ricevete email pubblicitarie che non avevate chiesto, così ricevete telefonate che non avevate chiesto. In questo caso si parla di SPITTING (Spam over Internet Telephony).

Ma lo scopo qual’è: sono scherzi per svegliarmi, tipo i ragazzini che suonano i campanelli? No. Chi vi manda quelle telefonate non ha nessun interesse a svegliarvi. Anzi: all’altro capo del telefono c’è una macchina, con pochissimo senso dell’umorismo. A che pro?

  • Invio di FAX pubblicitari
  • Invio di messaggi pubblicitari (quasi sempre in inglese)
  • Verifica dell’esistenza di un apparato VoIP presso il vostro IP

L’ultimo è il più pericoloso e spesso si avvale di un software chiamato SIPVicious, in grado di generare chiamate a raffica e interagire con altri software. Tipicamente, se il vostro telefono IP risponde, da lì a poco parte un attacco fraudolente per rubarvi la password del vostro account VoIP e farvi arrivare bollette salatissime. Chi ha fatto SIPVicious voleva solo offrire un tool di test ai tanti sviluppatori di software VoIP. Invece è diventato lo strumento più usato dai pirati di tutto il mondo.

La seconda domanda che arriva è:”Ma come hanno fatto a scoprire il mio IP?” Se hai una macchina che lavora per te 24 ore su 24, puoi permetterti di spazzolare tutte le classi IPv4 esistenti sul pianeta! Se poi usi un provider che fa VoIP (quasi tutti ormai) sarai ancora più colpito. Quindi non vi preoccupate: nulla di personale.

Ed ecco la terza ed ultima domanda:”Come posso difendermi?” Semplicemente popolando opportunamente le vostre regole di firewall. Se fate VoIP con un certo provider, sinceratevi di aprire la porta SIP del vostro telefono (tipicamente la 5060 UDP) solo all’indirizzo IP della loro piattaforma. Dovete comunicare anche con i centralini VOIP delle altre sedi della vostra azienda? Aprite anche quelli. Insomma, non lasciate i vostri apparati VoIP aperti al mondo, anche se sono nattati. Basta proteggere il VoIP? No! Proteggete anche l’interfaccia web, l’accesso telnet. Tutto!

Eh ma come sei paranoico!” Dirà qualcuno. Statene certi, è il prossimo che bucano!

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Gigaset C610 e EuteliaVoiP: si può fare!

05/11/2011 62 commenti

Molti amici mi segnalano il mancato funzionamento di questo bel cordless voip della Gigaset con il noto operatore EuteliaVoIP. In pratica, in ricezione, dopo uno squillo , il telefono chiude la chiamata. Molti sono costretti a “transitare” da Libera il VoIP per poter usare il cordless con Eutelia.

Come mai? Gigaset ha avuto la malaugurata idea di sostituire il performante stack SIP della Media5 con qualcos’altro fatto in casa. Il nuovo stack usa pacchetti vuoti originati dalla porta 5060 UDP (quella del SIP) del telefono, verso la piattaforma Eutelia. Il meccanismo anti DDOS della piattaforma Eutelia risponde a questi pacchetti con “Port Unreachable” e il telefono ne deduce che il server è irraggiungibile, abbattendo la chiamata! Pazzesco.

Come fare? Basta semplicemente mettere a zero il parametro “Tempo di refresh NAT” che si trova nelle impostazioni avanzate dell’account VoIP.

 

Provare per credere!

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Skype e il fascino del lato oscuro

Noi amanti del software Open Source e del VoIP puro, strumento di democrazia che permette a tutti di telefonare gratuitamente via internet, abbiamo sempre osservato con sospetto la diffusione di questo client.

Tecnicamente parlando, mettere sul proprio PC un software chiuso (chiusissimo anche nei protocolli usati!), che comunica con l’esterno in maniera criptata, non ci è mai sembrata una scelta intelligente. Legalmente parlando, mettere la sede legale e i propri servers in Lussemburgo, è un chiaro indicatore del fatto che non si vuole essere sottoposti alle leggi del mercato e delle telecomunicazioni in Europa (un graduato della polizia postale mi disse che le richieste di intercettazione andavano sistematicamente deserte, senza responsabilità legale, per questo.). Storicamente parlando, alla base di Skype vi è il famoso client per peer-to-peer Kazaa, come dire che il pirata ha cambiato vestito e si è trasformato in principe azzurro.

Eppure milioni di clienti in tutto il mondo hanno installato sul loro computer questo magnifico client, capace di bucare tutti i firewalls, di fare audio e video conferenze, di permettere la condivisione dei desktop e lo scambio di files. I vantaggi sono tali e tanti, che nessuno si è fatto domande. A nulla sono serviti gli articoli, anche scientifici, che evidenziavano le falle di sicurezza dovute a tale tecnologia, a nulla sono serviti i sospetti di spyware autorizzato denunciati da illustri esperti. Skype funziona e quindi lo si usa.

L’ultima ciliegina sulla torta è stata la mail mandata ai suoi clienti a proposito delle numerazioni italiane fornite da Eutelia. Con un tono compassionevole, il gigante del VoIP criptato, annunciava ai suoi utilizzatori che a causa delle difficoltà in cui versa Eutelia, società commissariata poverina, non sarebbe più stato in grado di fornire numerazioni italiane ne assicurare la continuità del servizio. Il problema non era la richiesta ministeriale fatta a Skype di configurarsi come operatore telefonico in Italia, il problema non era il non voler figurare come wholesaler di Eutelia. Insomma il problema non era accettare le leggi sulle TLC in Italia, il problema era Eutelia, oh!

Se come cittadino italiano rimango indignato di questo comportamento da super potenza economica sopra le leggi, da tecnico amante del VoIP ne gioisco, sperando che gli utenti capiscano che se si trattava di VoIP vero, bastava una semplice portabilità per avere il proprio numero su un altro operatore.

Come Star Wars insegna, il lato oscuro è sempre la via più facile, ma prima o poi se ne paga le conseguenze.

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E se volessi mettere il VoIP in casa mia?

03/01/2011 3 commenti

Molti amici mi rivolgono spesso questa domanda, cercando di capire cosa comprare, con chi fare un contratto e se si risparmia o meno. Farò dunque alcune considerazioni di massima che, spero, dovrebbero essere sufficienti a guidare le scelte del cliente medio e non, partendo da tre semplici domande.

1. Chi è l’utente?

Riformulando una famosa massima si potrebbe dire: “Dimmi chi sei e ti dirò che VoIP avrai”.

Se l’utente è una persona che non se ne intende minimamente di routers, reti, wifi e affini, bisognerà orientarsi su dispositivi semplici. D’altro canto, se state leggendo questo articolo, volete fare da voi, senza affidarsi alle varie Tiscali,Fastwebe Alice Voce (Telecom) che danno suluzioni chiavi in mano. La soluzione che più mi sento di consigliare sono i routers con VoIP integrato (es. Fritz!Box 7270, Gigaset-Siemens) con interfaccia utente semplificata da wizards, ossia procedure semi automatiche di configurazione. Così facendo il router gestisce il VoIP in autonomia, senza che l’utente debba impazzire nella configurazione di NAT, Firewalls etc.

Se l’utente è un po’ più smaliziato in questo campo, può pensare di svincolare il VoIP dal router. Personalmente non amo, per fare VoIP, i routers DLink, Netgear, Sitecom: insomma, quelli che si trovano al supermercato. Questi modelli, per facilitare le cose all’utente medio, rendono la vita difficile al cliente esperto, a causa della funzionalità di SIP ALG al loro interno che va a modificare la segnalazione VoIP. Nella fascia bassa, prediligo Zyxell, Billion, Planet e Aethra: anche se hanno il SIP ALG, c’è sempre modo di disabilitarlo. Scelto il router si ha l’imbarazzo della scelta per il tipo di apparato VoIP da collegarvi.

Si vuole riutilizzare i telefoni analogici che abbiamo già in casa? Un bel ATA (Analog Telephone Adapter) come il Linksys 2102, l’HandyTone della GrandStream o il più ostico Mediatrix fanno al caso nostro. Si vuole un telefono VoIP? Ci sono i cordless della Gigaset-Siemens, gli IPPhones Linksys, Grandstream, Snom e AAstra. Si vuole collegare il centralino tradizionale? Allora ci vogliono gli IAD Patton,Lancom o OneAccess.

Generalmente con un apparato non ci sono grosse cose da fare. Se gli apparati VoIP sono più di uno, abbiate almeno l’accortezza di differenziare le porte SIP e RTP su cui ascoltano (rispettivamente segnalazione e audio).

2. Che uso vuol fare del VoIP ?

Se l’utente è affascinato dall’economicità del VoIP (magari perché così la figlia sedicenne non fa arrivare bollette a tre zeri) ci sono operatori molto economici nel costo al minuto di conversazione come VoipCheap, VoIPStunt etc  (tutti del gruppo BetaMax) che, a fronte di una qualità audio non eccelsa, hanno prezzi stracciatissimi.

Si ha la necessità di ricevere chiamate? Portare su VoIP un numero ex Telecom ? Che io sappia il servizio lo danno Eutelia, Messagenet, Squillo e pochi altri (spesso rivenditori delle aziende mensionate prima). Il costo al minuto sale leggermente ma si può avere addirittura il numero assegnato gratuitamente (Eutelia), cosa che all’estero è difficilmente ottenibile. Per un uso professionale consiglierei di fare un vero contratto a canone: il servizio di assistenza è più propenso ad aiutarvi, rispetto alle soluzioni “self-service”, per le quali l’assistenza è ridotta all’osso. 

3. Cosa si aspetta dal VoIP ?

Il VoIP può egualiare la qualità del doppino telefonico classico ma non può prometterlo.

L’utente si trova in una zona disagiata a livello di ADSL? Il VoIP ne risente molto più della navigazione. Il router del cliente fa i capricci? Li ha sempre fatti ma ora che deve far passare la voce, il problema salta subito all’occhio. Il figlio quattordicenne scarica musica dai peer to peer e nessuna QoS (Qualità del Servizio, tecnica di preferenziazione del traffico voce rispetto a quello dati) è stata attivata? La voce ne risente.

Si deve pensare, quindi, al VoIP più come facciamo per la telefonia cellulare che al vecchio telefono. Come il cellulare può non prendere, può scaricarsi, può avere problemi di audio, così può accadere per il VoIP. Il cellulare lo usiamo comunque perché è comodo portarsi dietro il telefono. Il VoIP ha molti più vantaggi:

  • Puoi portarti dietro il numero, ed essere chiamato a Londra facendo il numero che l’operatore ti ha assegnato nel prefisso della tua città
  • Puoi godere di servizi quali la segreteria vocale personalizzabile che ti manda i messaggi alla mail, il trasferimento incondizionato attivabile via web o lo stesso numero assegnato a più telefoni.
  • Puoi applicare la logica del prepagato, diffusissima sui cellulari, al telefono fisso
  • Puoi chiamare a tariffe vantaggiose, magari usando operatori diversi a seconda della destinazione (selezionando quello che costa meno per quella destinazione)
  • Puoi avere il tuo numero VoIP configurato sul laptop, sul cellulare, su una chiavetta con softphone installato, sul tuo centralino IP…praticamente ovunque
  • Puoi chiamare gratis tutti gli utenti VoIP del tuo stesso operatore…e potrei continuare.

Se uno sa cosa lo aspetta, si regola di conseguenza. Personalmente, in casa mia, ho il VoIP e il cellulare: se uno dei due non funziona, ho sempre una seconda strada e risparmio molto, specialmente verso i fissi, in tutta Europa.

Spero, con questa chiaccherata, di aver tolto qualche dubbio a chi si vuole avventurare nel mondo della Voce via Internet.

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Empathy: il client di Ubuntu per rimanere in contatto con il mondo

Al giorno d’oggi le relazioni sociali elettroniche sembrano aver sostituito i tradizionali contatti umani quotidiani. Vi sarà capitato, ad esempio, di ricevere richieste di amicizia su Facebook da gente che, se vi incontra per strada, nemmeno vi saluta. Oppure di conoscere qualcuno che ha trovato lavoro su LinkedIn. Potrei continuare con gli esempi ma credo che il concetto sia passato.

A tal proposito quelli di Ubuntu hanno messo a disposizione dei loro utenti un client veramente interessante: Empathy. Tramite Empathy l’utente può rimanere collegato a decine di reti sociali elettroniche quali Facebook, MS Messenger, Yahoo, Google Talk, etc.

Chi frequenta questo blog da un po’, avrà già capito che a noi interessa soprattuto fare VoIP! In un precedente articolo parlavamo di softphones specifici ma un tool come Empathy un grado di mettere l’utente in contatto con più mondi contemporaneamente è qualcosa di particolare! Ecco che ci siamo chiesti: non esiste un modulo SIP per Empathy? La risposta è stata affermativa.

Intanto Gnome ha eletto questo client di messaggistica come il suo riferimento, scalzando il ben amato Pidgin. Questo significa che se andate sotto Applicazioni – Internet vi trovate subito il logo con le due teste che comunicano telepaticamente, logo di Empathy. Allo stesso modo sotto Sistema – Preferenze, vicino allo stesso logo, troverete il configuratore con “Account di messaggistica e VoIP” scritto accanto.

Quindi metà del lavoro ve lo ritrovate già fatto e la parte rimanente richiede veramente quattro click.

1  – Andare sotto Sistema – Amministrazione – Gestione Pacchetti

Installare telepathy-sofiasip

2 – Riavviare Empathy (se non sapete come si fa, riavviate il PC)

3 – Andare sotto Sistema – Preferenze – Account di Messaggistica e VoIP

Cliccate su Aggiungi: se il plug-in è correttamente installato, vi apparirà tra le scelte di protocollo il SIP, come in figura:

4 – Compilare la schermata seguente con i parametri dell’account SIP (come sempre noi abbiamo preso come riferimento EuteliaVoIP):

Se tutto è stato fatto a dovere, vi accorgerete che siete connessi alla rete VoIP del vostro provider dal seguente messaggio (notare il “Disponibile” in Verde):

 

A questo punto per fare una chiamata, basta andare sul menu di Empathy e fare Conversazione – Nuova chiamata : qui si potrà digitare il numero da chiamare.

 

Segue una dialog dove si può gestire la conversazione:

 

Spero di essere stato chiaro, nonostante la qualità non eccelsa delle immagini che ho fornito.

A me sembra un bello strumento…e a voi?

 

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Un softphone per Ubuntu Karmic Koala

Alla fine ho fatto il grande passo, eliminando Windows dal mio PC e sostituendolo con una Ubuntu nuova di fabbrica, la Karmic Kola (9.10). Tra i tanti software di cui trovare un equivalente linux, c’era l’indispensabile softphone. Per chi non lo sapesse, un softphone non è altro che un telefono software che appare sul desktop, con il quale si può chiamare in tutto il mondo utilizzando un paio di cuffie con microfono, stile call center. Il più famoso è Skype, ma ho sviluppato negli anni un’allergia per tutto ciò che è proprietario e chiuso, preferendo gli applicativi che si aprono a standard ben noti e replicabili. Perciò mi sono messo alla ricerca di un softphone che supportasse protocollo SIP, al fine di usarlo con il mio provider VoIP di riferimento: Eutelia.

Il primo tentativo è stato con il famoso X-Lite della Counterpath. Non vi nascondo la delusione nel vedere che lo sviluppo per sistema operativo Linux si è fermata alla prima versione. Vengono richieste le librerie stdc++ versione 5.0, che Ubuntu non usa più da tempo e quindi uno se le deve scaricare a mano. Il resto è storia: il vecchio manuale su EuteliaVoIP vi guiderà facilmente nella configurazione.

Qualcuno dirà: ma c’è Ekiga, perché non usi quello? Semplicemente è rozzo, anche se ha molte funzionalità, tra cui la video chiamata. Mi sa che gli sviluppatori dovrebbero pensare a drgli una sistemata, anche dal punto di vista estetico.

Una simpatica novità è stato Twinkle, software installabile con un click dal repository Ubuntu. Come molti softphones free, Twinkle è l’aggancio che una società che vende traffico VoIP usa per farsi nuovi clienti. Ciò non togliè che è utilizzabile con qualunque operatore e la cosa è spiegata molto chiaramente allo start-up. Per iniziare ad usarlo ho preferito l’opzione più dura, la creazione manuale di un profilo (Profile Editor).

A questo punto, dopo aver dato un nome qualsiasi al profilo, si inseriscono i dati dell’account:

e quando la stella diventa gialla, siete registrati. Cosa, tra l’altro prontamente comunicata nel log della finestra centrale. L’interfaccia è essenziale ma non manca nulla. Molta comoda la finestrella su cui poter copiare i numeri di telefono presi dalle mail ricevute o da documenti di testo. Si hanno due linee, quindi è possibile mettere in attesa e switchare sulla seconda linea o fare conferenze a tre. Si può inserire il DND (non disturbarmi) così da non riceve re nessuna chiamata, si può mettere in attesa o trasferire ad un altro numero (con Eutelia non funziona per volontà del provider, non del telefono), si possono creare rubriche da utilizzare con un click, nonché accounts con altri operatori per avere più numeri di telefono sullo stesso softphone. Simpatica anche la possibilità, in stile cellulare, di inserire brani diversi che vengono suonati al posto dello squillo tradizionale.

Il secondo test è stato Zoiper, un softphone pensato per interagire con Asterisk, ma utilizzabile con qualunque provider. Zoiper non è nel repository ma l’installazione è semplicissima: basta collegarsi a http://www.zoiper.com, andare nella sezione download e scegliere quello più adatto al proprio hardware. Nel mio caso ho scelto “Jaunty with ALSA 32 bit” che funziona bene anche con Karmic Koala. L’installatore pacchetti Debian farà il resto per voi, facendovi trovare l’applicativo sotto Applicazioni/Internet.

Premete sul link “I do not want use this service” per evitare di usare Zoiper come voip provider e passare alla configurazione del vostro account. Selezionate da menu Zoiper/Preferences e sulla barra di sinistra che appare cliccate su “Create new SIP account”. A questo punto inseriamo i soliti parametri:

Premendo OK e ritornando su preferences, si può verificare se la cosa è andata in porto (si leggerà Registered) o no. A questo punto le opzioni sono molteplici, tra cui, udite udite, inviare un file tiff come FAX. I miei test non hanno dato esiti esaltanti ma va apprezzata l’innovazione dell’idea. Se Zoiper vi piace, ce n’è una versione più potente a pagamento, che supporta anche video e altre funzionalità avanzate.

In conclusione, ancora una volta il software libero ha dimostrato di essere completamente autonomo in campo VoIP…c’è ancora qualcuno che lo vede come roba da nerds?