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Archive for ottobre 2011

Il software VoIP Open Source è affidabile?

Quando vado dai clienti per presentare progetti che coprano le loro esigenze, vedo subito le loro facce cambiare quando dichiaro l’uso di software Open Source. I più educati chiedono “Ma è robusto?”, gli altri declinano l’offerta dicendo “Spendiamo qualcosa di più ma usiamo software di marca “. Allora chiedo loro quali sono i softwares di marca e, ricevuta la risposta, gli snocciolo tutto l’open source che questi coinvolgono. Vogliamo parlare, che so, del sistema operativo Red Hat presente nelle centrali Alcatel e nei Call Managers CISCO? Vogliamo parlare dei vari routers che usano IP Tables come firewall, Zebra per il routing e OpenVPN per le reti private virtuali? La lista non avrebbe fine, ma siccome la legge e le varie licenze open source obbligano i costruttori di apparati a dichiarare l’uso di tali software, andate a vedere alla fine del manuale di un qualsiasi apparato di rete per avere la riprova.

Mi si dirà: una cosa è il sistema operativo o i software per il routing e una cosa è maneggiare la voce. Tanto più che molte aziende, se non tutte, vivono di contatti telefonici. Per rispondere a questa osservazione, diamo un’occhiata oltre oceano, dove , su queste cose, sono sempre un passo avanti. Sapevate che Bandwidth.com, la quarta azienda americana per velocità di crescita e con un fatturato di milioni di dollari, è un carrier VoIP la cui infrastruttura telefonica è largamente basata su software Open? Sapevate che Jajah, azienda specializzata nel click to call, nata da un gruppo di giovani imprenditori che hanno sviluppato il servizio con Asterisk, è stata acquistata da Telefonica per 207 milioni di dollari? Sapevate che i più grossi carriers VoIP italiani (Eutelia, Messagenet, etc) hanno piattaforme basate sul software aperto? Ebbene sì, è così.

Quali sono, allora, le dolenti note? Una, tra tutte, la professionalità e l’esperienza tecnica richiesta. Nel VoIP infatti entrano concetti teorici legati ai protocolli, conoscenze sulle reti dati, conoscenze di programmazione e di telefonia in generale. I prodotti commerciali invece offrono strumenti per facilitare l’utente, che non richiedono tutto il know-how appena elencato.

L’utente inesperto che, dopo aver passato notti insonni per configurare il suo centralino Asterisk, si vede rubare il traffico telefonico dal primo orientale che si affitta i servers virtuali da Amazon, rimane talmente scioccato da non volerne più sentir parlare. E si affretta velocemente a ricontattare il vecchio venditore di centralini in puro ferro! Ma il problema era il software o il configuratore?

In conclusione il software Open Source è qualcosa che cambia quotidianamente il nostro modo di vivere senza che neanche ce ne accorgiamo (vedi Android e iPhone, sì anche iPhone), ma va saputo maneggiare con cura. C’è bisogno di studiare e non di smanettare. Solo così le truffe possono essere arginate e potremo godere delle meraviglie generate dalle menti di programmatori senza fini di lucro.

Viva il software Open!

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Categorie:Voip:Asterisk